Razze: Il Segugio Maremmano

In questi ultimi anni si è parlato e si continua a parlare del segugio maremmano, del suo arrivo nel mondo della cinofilia segugistica e facente parte del gruppo 6 delle razze tutelate dalla Prosegugio.
Oggi la Prosegugio ha iniziato un progetto sulle razze e ha deciso di fornire a tutti i suoi soci un libretto con alcuni chiarimenti sulla razza.
In questo numero partiamo con lo standard morfologico, il prossimo quello sul lavoro.
Il Segugio Maremmano è una grande realtà della cinofilia italiana non ha nulla da invidiare alle razze più conosciute ha tutte le caratteristiche per diventare un grande successo internazionale visto che svolge il suo compito con grande maestria. Questa razza è principalmente nata per cacciare il cinghiale, selvatico ormai onnipresente in Italia e nel mondo animale potente e pericoloso che i bravi Segugi Maremmani sanno affrontare in maniera eccellente. Vi voglio visualizzare l’habitat in cui deve lavorare e nel quale è stato selezionato: la macchia mediterranea un intrico di roveti, pruni selvatici erica ortiche ecc. in mezzo a questi forteti si trova il regno di sua maestà Cinghiale.
Solamente i Cani Prudenti ma Coraggiosi riescono a cavarsela. La prudenza ed il coraggio sono le caratteristiche basilari del Segugio Maremmano.

STANDARD DEL SEGUGIO MAREMMANO

Segugio Maremmano

TRADUZIONE: Dott. Vincenzo Ferrara

ORIGINE: Italia

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD UFFICIALE IN VIGORE: 12.09.2018

UTILIZZAZIONE: cane da seguita impiegato principalmente per la caccia al cinghiale. Il Segugio Maremmano eccelle ugualmente nella caccia della lepre e di altri mammiferi.

CLASSIFICAZIONE FCI: Gruppo 6 Cani da seguita, cani da ricerca del sangue e razze apparentate. Sezione 1.2 Cani da seguita di taglia media. Con prova di lavoro.

L’articolo prosegue a pagina 46 del numero 73 di Cinghiale&Cani attualemnte in edicola.

Agonismo: 2° Trofeo Mademoiselle Gloria Interregionale ANLC

Nell’area addestramento cani Sterpeti nel comune di Magliano In Toscana, Grosseto, si è disputato il 2 Trofeo Mademoiselle Gloria, competizione Interregionale Anlc, che ha visto contendersi questo ambito trofeo da 50 conduttrici donne provenienti da tutta Italia. Le prime none classificate si sono contese il Campionato Italiano ANLC 4° Coppa Rosa. Le prime cinque classificate dell’eliminatoria Mademoiselle Gloria, disputeranno la Finalissima con sparo, una vera e propria battuta di caccia al cinghiale. Hanno giudicato i Giudici Nazionali Giuliano Gianfranco e Marco Corridori, acquisisce durante questo Trofeo Interregionale il titolo da Giudice Regionale Alessandro Magini. Prima classificata, CAMPIONESSA ASSOLUTA Alessandra Saccocci con Garibaldi, segugio maremmano tigrato Eccellente punti 170, proprietà di Nello e Sergio Cogno.
Seconde in ex equo Sharon Scappa con Principe, segugio maremmano tigrato Eccellente punti 169 di Francesco Statuti e Mattia Valeri, e Debora Provvedi con Giulio segugio maremmano tigrato Eccellente punti 169 del Team Paradisi. Terze in ex equo Mara Lazzarini con Ziva Eccellente punti 168, segugio maremmano tigrato proprietà di Daniele Benanchi, e Giada Brachetti con Guida segugio maremmano fulvo Eccellente punti 168, proprietà di Renzo Cittadini (detto Cimba).

L’articolo prosegue a pagina 30 del numero 73 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Storia e cinofilia: 50 anni di Niccolini: da Baracca a Tondino

Lo scorso 11 luglio, nella splendida cornice delle prime colline che sovrastano la città di Grosseto salendo verso Scansano, presso l’agriturismo “Casa di Barbara” della famiglia Falchi, si sono svolte le premiazioni di due importanti trofei per cani da seguita su cinghiale in singolo di casa Federcaccia, il Trofeo Falchi e il Trofeo Niccolini, quest’ultimo giunto alla sua cinquantesima edizione. Nel 2020 infatti ricorreva il cinquantenario di una delle più datate manifestazioni cinofile su cinghiale organizzate dalla Federazione Italiana della Caccia di Grosseto, nata dalla volontà di alcuni grandi personaggi del panorama venatorio maremmano di “mettere in evidenza le caratteristiche fondamentali che debbono essere possedute dal cane, per mezzo del quale si esercita la caccia al cinghiale.” Così scrivevano in un manifesto custodito negli archivi della Sezione Provinciale di Grosseto, gli ideatori Corrado Rualta e Orazio Balducci, proprio negli anni in cui “questa forma di caccia sta raggiungendo livelli di popolarità e partecipazione mai avuti in passato.”
Le due manifestazioni, interrotte a metà del loro percorso a causa della pandemia, sono state caparbiamente portate a termine grazie soprattutto al lavoro di Gaetano Zambrini e Massimo Falchi, proprio per non perdere, nel caso del trofeo Niccolini, l’anno del cinquantenario. Sono stati così chiamati a disputare la finale gli 8 concorrenti qualificati nelle fasi eliminatorie 2020, prima dello stop. Nelle macchie di Castiglion della Pescaia il lavoro di Tondino, segugio maremmano del sig. Chechi Moreno, è risultato essere il migliore e rispondente alle caratteristiche di razza e allo spirito della manifestazione. I giudici Enci chiamati a giudicare la prova sono stati Danilo Righi, Riccardo Laschi e Ugo Verdini.
Come dichiarato negli interventi dei partecipanti alla premiazione, oggi come allora rimane la visione che gli ideatori avevano voluto dare fin dall’inizio e così descritta nel manifesto: “…La tradizione antica che è radicata nei cacciatori maremmani è un altro degli aspetti in base ai quali la Sez. Prov. Cacciatori di Grosseto si è sentita in dovere di assumere questa iniziativa. Ciò per garantire che prove di questo genere siano condotte in base a schemi vicini a quelli che si rilevano dalla pratica quotidiana della caccia al cinghiale. In questa manifestazione i protagonisti dovranno essere due: il cane, al quale sarà chiesto di assolvere al ruolo che gli è proprio nella caccia e la stessa caccia al cinghiale, che rappresenterà il naturale sottofondo sul quale le prove dei cani si articoleranno.

L’articolo prosegue a pagina 16 del numero 73 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Agonismo: Rascino, il regno di Fioravanti

L’Altopiano di Rascino è un altopiano carsico situato nel Lazio orientale, in provincia di Rieti, tra i Monti del Cicolano (Cicolano) ai confini con l’Abruzzo nord-occidentale, all’interno del territorio del comune di Fiamignano, con l’intera area classificata come sito di interesse comunitario (SIC).
Esteso per 7 km circa, dall’8 all’11 luglio qui si è svolto il Trofeo Fioravanti, prova per cani da seguita su lepre categoria mute. La prova organizzata dalla Sips sezione di Rieti in collaborazione con la Sips Nazionale e la Sips Regione Abruzzo. Giovedi 8 e venerdi 9 ci sono state le qualificazioni, dove hanno gareggiato ben 78 mute.

L’articolo prosegue a pagina 38 di Lepre Cani & Caccia n. 24 attualmente in edicola.

Gestione: Lepre comune (Lepus europaeus)

Sul numero 24 di Lepre Cani e Caccia è pubblicato l’articolo di approfondimento che fa conoscere la Lepre comune, la sua sistematica, l’habitat, le geonemia, la biologia per arrivare alla fasi di cattura per ripopolamento.

Lepre comune (Lepus europaeus)

Lepre Europea
CLASSE: Mammiferi (Mammalia)
ORDINE: Lagomorfi (Lagomorpha)
FAMIGLIA: Leporidi (Leporidae)
GENERE: Lepus Linnaeus, 1758.
SPECIE: LeptJs europaeus Pallas, 1778.
NOMI ITALIANI: Lepre, Lepre comune, Lepre europea.
DIMENSIONI: Lunghezza testa-corpo da 48 a 70 cm.; lunghezza della coda da 7,4 a 11,2 cm.; lunghezza del piede posteriore da 11 a 16 cm.; lunghezza dell’orecchio da 6,5 a 7,3 cm.
PESO: alla nascita g. 70-150; adulti kg. 2,5 2,5-6,5.
FORMULA DENTARIA: I 2 -1, C 0 0-0, PM 3 3-2, M 3 3-3 = 28 .
MAMMELLE: 3 paia (1 paio pettorali, 2 paia addominali).
PERIODO RIPRODUTTIVO: da gennaio a settembre
MATURITÀ SESSUALE: tra i 6 e gli 8 mesi di età.
DURATA DELLA GESTAZIONE: 41-41-42 giorni.
PARTI: 3-4 all’anno.
NUMERO DI PICCOLI PER PARTO: da 1 a 6.
LONGEVITÀ: 9-10 anni

L’articolo completo prosegua a pagina 6 del numero 24 di Lepre Cani e Caccia attualmente in edicola.

Territorio: Parco del Cilento, Valle di Diano e Alburni. Aprire i parchi alla cinofilia

Sul numero 24 di Lepre Cani e Caccia è pubblicato l’articolo “Parco del Cilento, Valle di Diano e Alburni. Aprire i parchi alla cinofilia”.
Aprire i parchi alla cinofilia. Domenica 6 giugno in un luogo suggestivo e pieno di tradizione si è svolto uno degli eventi più importanti per il raggiungimento di un traguardo a livello nazionale per la cinofilia segugistica. Il Team Monte Pruno, nella persona del Presidente Vitantonio Cobucci, del Direttore Francesco Palmieri e di tutto il team, in collaborazione con la Banca Monte Pruno nella persona del suo Direttore Generale Michele Albanese hanno organizzato una giornata nel comune di Roscigno Vecchia in provincia di Salerno per poter aprire le porte del Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni alla cinofilia segugistica.
L’articolo prosegue a pagina 24 del numero 24 di Lepre Cani e Caccia attualmente in edicola.

Edizioni Lucibello al prossimo Game Fair a Grosseto

Nel giorni 10, 11 e 12 settembre a Grosseto si svolge Game Fair 2021, presso il Centro Fiere del Madonnino (Loc. Madonnino – Braccagni). Edizioni Lucibello sarà presnte con un suo stand al numero 65.

Game Fair è il più grande evento outdoor italiano, giunto al suo 30° appuntamento e presenta un palinsesto ricco, con l’inserimento di nuovi settori, tutto rivolto a valorizzare le discipline all’aria aperta, a promuovere uno stile di vita sano e immerso nella natura, offrendo alle miglia di appassionati tre giorni fra tradizione venatoria, tiro sportivo, equitazione e cinofilia.

Grazie agli ampi pazi all’aperto l’organizzazione della manifestazione sarà in piena sicurezza ed il Game Fair 2021, non sarà solo il più grande evento Outdoor d’ Italia, ma rappresenterà la rinascita ed il simbolo di vita all’aria aperta a contatto con la natura, ciò che ci è stato tolto nei mesi trascorsi in piena pandemia.

 

maggiori informazioni https://www.gamefairitalia.it

Passate a trovarci.

HIT Show Talks: “L’alimentazione del cane da caccia: dal cucciolo al cane adulto”

Disponibile qui il video del webinar svolto dal Dott. Nico Tavian ed da Elisa Lucibello sulla tematica dell’alimentazione e della preparazione del cane da caccia.

Sul webinar a​​limentazione e preparazione atletica:
– In base all’età: Da cucciolo a cane adulto
– In base alla Temperatura/Stagione
– Le diverse tipologie di alimentazione: dalla casalinga alla commerciale/industriale/artigianale… pro e contro
– Composizione analitica ottimale del mangime in fase di lavoro/attività sportiva e di mantenimento
– Intolleranze alimentari e patologie dermatologiche/gastrointestinali
– Pesoforma ideale

Agonismo: FIDASC singolo cat A

La Fidasc (Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia), ha la veste di associazione iscritta nell’albo degli enti con personalità giuridica di diritto privato ed è stata riconosciuta ai fini sportivi dal CONI con deliberazione del Consiglio Nazionale del 12 novembre 2001. Nata come Associazione settoriale di una associazione venatoria nazionale, la FIDASC si è trasformata, nel tempo, in vera e propria Federazione sportiva nazionale con intento primario di ottenere il riconoscimento ai fini sportivi da parte del CONI.
Le Associazioni venatorie nazionali hanno contribuito alla sua nascita cedendo le loro attività sportive senza abbattimento del selvatico.
All’inizio fu nominato Commissario straordinario un dirigente venatorio di lunga milizia con l’incarico di effettuare ogni necessaria modifica statutaria al fine del riconoscimento del CONI. Una volta ottenuto tale riconoscimento la FIDASC ha dato inizio alle procedure di affiliazione e tesseramento conclusesi con il momento elettivo del 25 aprile 2003. In tale sede sono stati eletti il Presidente federale, il Consiglio federale, il Collegio dei revisori, dando luogo ad una struttura di vertice democratica, così come previsto nei principi informatori del CONI e nello stesso Statuto federale. Fin dall’inizio, la FIDASC ha riscosso un successo particolarmente significativo, con oltre 1200 società affiliate in pochi mesi, raccolte e coordinate dai Comitati regionali e dai Comitati provinciali.

L’articolo prosegue a pagina 8 del numero 72 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Prove lavoro: 1° Memorial Dottor Giamello

Questo evento per cani da seguita, è nato da uno scambio di opinioni tra due amici davanti a un buon bicchiere di Dolcetto dei Terrazzamenti di Cortemilia in provincia di Cuneo, gustato nel centro storico del paese Langarolo, patria storica di giocatori di pallone elastico e capitale indiscussa della nocciola Piemonte Igp, tonda e gentile delle Langhe.
Due appassionati, Massimo Favo e Riccardo Mollea, dedicano una manifestazione alla memoria dell’amato nonno “Èl medic Giamèl” nel centenario della nascita.
Sul numero 72 di Cinghiale&Cani, a pagina 30 è pubblicato un ampio servizio della prova di lavoro che si è svolta.

L’articolo prosegue a pagina 30 del numero 72 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.