Gare: Trofei della Maremma ANLC

Trofeo “Il Bianco”
Questo Trofeo viene fatto in memoria del Capocaccia che ben da 50 anni ha diretto la squadra “Il Bianco” di Castiglione della Pescaia. Organizzato da Paolo e Matteo Cittadini, unitamente agli appartenenti alla squadra. Il Trofeo si è svolto nel recinto di Casa Mora, con la sapiente regia dei Giudici Mauro Crociani e Gloria Corridori aiutati da Angelo Belmonti e Giada Brachetti.

Classificati: categoria singolo
1° classificato Immobile con Eccellente punti 167,00 di Roberto Raffaelli
2° classificato Tigre Eccellente punti 166,00 di Alessandro Taddei
3° classificato Sale Eccellente punti 165,00 di Renzo Cittadini

12° Trofeo Amerigo Baglioni
Sempre nel ricordare personaggi Maremmani che hanno contribuito a sviluppare la cinofilia e sono rimasti esempio e stimolo per il futuro, si è svolto il 12° trofeo Amerigo Baglioni nel recinto Poggialto di Cupi, curato ed organizzato dal Circolo ANLC di Marsiliana di Diego Lombrichi, che si è avvalso dei Giudici Marco Corridori, Minori Meraldo e Cogno Nello.

Classificati: categoria singolo
1° classificato S.M Guerrino Eccellente punti 166,00 di Roberto Materazzo
2° classificato S.M. Febo Eccellente punti 165,00 di Francesco Zoni
3° classificato S.M. Brandano Eccellente punti 163,00 di Antonello Ciofo

L’articolo prosegue a pagina 32 del numero 70 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola

Veterinaria: I cani e il meteo

Ci siamo sempre chiesti cosa succede agli animali e, in particolare, ai cani, quando si devono difendere da vicende meteorologiche come il freddo o il caldo. In quest’articolo alcuni importanti concetti da tenere a mente se si possiede un cane.

Partiamo dall’anatomia del pelo: è costituito da un filamento corneo, elastico e flessibile, composto soprattutto da cheratina che è una sostanza proteica. In ogni pelo si distingue un fusto e una radice, inserita nel follicolo pilifero che si trova nel derma. La parte più profonda è il bulbo, che fissa il pelo alla pelle. La radice è in continua attività: da questa dipende la crescita del pelo, strettamente collegata alla muta. Ciascun follicolo è dotato di
“muscolo piloerettore”, che, oltre a funzioni proprie della comunicazione non verbale del cane, serve come difesa dal freddo.

L’articolo prosegue a pagina 46 del numero 69 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Gestione: Conosciamo il cinghiale

Tratto dal libro “Cinghiale” di E. Gambioli e G. Maran

Per effettuare un valido prelievo è di fondamentale importanza conoscer bene il cinghiale. Più informazioni si hanno su questa specie, migliore sarà l’applicazione delle varie tecniche di abbattimento. Detta così potrebbe sembrare un’affermazione troppo generica o addirittura scontata per cui sarebbe forse più opportuno parlare di conoscenze minime che si dovrebbero avere.
Infatti sparare un colpo di carabina ad un cinghiale senza conoscere alla perfezione la disposizione dei principali organi sarebbe a dir poco approssimativo. Che dire poi del trattamento della spoglia, che necessariamente deve essere eseguito subito dopo l’abbattimento, se non si sa neppure dove mettere le mani? Come si potrebbero asportare l’apparato gastrointestinale e l’apparato urinario se non se ne conosce esattamente la disposizione nella cavità addominale? Pertanto la conoscenza, seppur minima, dell’anatomia del selvatico che intendiamo insidiare diventa indispensabile.

TERMINI DI ORIENTAMENTO
Per una più facile descrizione anatomica delle varie regioni, organi ed apparati è importante utilizzare precisi termini di orientamento. Il cinghiale è un animale con una simmetria bilaterale per cui è utile figurarsi che un piano longitudinale, mediano e verticale, lo divida in due metà equivalenti. Questo piano è definito piano sagittale mediale. Inoltre se si immagina l’animale racchiuso all’interno di un parallelepipedo si possono identificare i piani di riferimento e più precisamente: due laterali (destro e sinistro), uno superiore o dorsale, uno inferiore o ventrale, uno anteriore o craniale ed uno posteriore o caudale. Con il termine mediale si indicherà ciò che si trova maggiormente vicino al piano sagittale mediale. I piani perpendicolari a quello sagittale si definiscono piano trasversale e piano frontale.

L’articolo prosegue a pagina 34 del numero 69 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Raduni: 4° Expo Canina per Italcaccia

Nella provincia di Rieti, come di consueto, si è svolta per il quarto anno consecutivo la mostra cinofila che conclude gli eventi annuali organizzati dall’associazione venatoria
Il 19 settembre, si è svolta la 4° Expo Canina Italcaccia. Nonostante la pandemia e le limitazioni l’evento ha radunato un gran numero di allevatori, appassionati e soprattutto una gran varietà di razze. Eventi come questo dimostrano che, rispettando le regole, è possibile dare seguito alle nostre passioni mettendo al primo posto la sicurezza di tutti. La mostra, come tutti gli anni, incentrata sulle razze da ferma e seguita italiane ed estere ha presentato sul ring tutte le principali tipologie di cane utilizzate nell’ambito venatorio, dando spazio anche a qualche novità.
L’evento si è svolto nella splendida cornice del ristorante Regina, ad Ornaro. Luogo suggestivo ed accogliente sia per gli spazi verdi che lo circondano, dove si è svolta l’expo, sia per l’incantevole struttura che ha ospitato l’ottimo pranzo e la ricca premiazione finale. Nell’ambito sportivo il cane viene selezionato, giustamente, per le sue attitudini al lavoro, ma gli allevatori e gli appassionati hanno dimostrato di dare la giusta importanza anche alla morfologia e alla correttezza dei nostri fedeli compagni, presentando bellissimi soggetti estremante tipici per le loro razze. Grazie alla competenza dei giudici Rossano Locci, coordinatore nazionale giudici Italcaccia e Gianfranco Fabrizi, vice-coordinatore nazionale giudici Italcaccia, ed al coordinamento di Vincenzo Ricci, presidente provinciale Italcaccia Rieti e coordinatore nazionale Italcaccia per la cinofilia da seguita, è stato possibile, per il quarto anno consecutivo, veder sfilare più di cento soggetti.

L’articolo prosegue a pagina 20 del numero 69 di Cinghiale&Cani attualmente in edicola.

Caccia grossa in Sardegna: tra covid e Peste suina africana

In Sardegna ha preso il via, il 1° novembre, la stagione di caccia al cinghiale la più sentita e discussa in tutta l’isola.
I cacciatori Sardi oltre a prestare attenzione alle norme Anti covid imposte dal governo si trovano, per il quarto anno consecutivo chiamati ad ottemperare alle disposizioni del “Quarto Provvedimento attuativo del Programma straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana (PSA)”.
Ma che cos’è questo “Quarto Provvedimento”?
Per spiegarlo dobbiamo tornare indietro di 4 anni ovvero al 2016 quando l’Unione Europea chiede alla regione Sardegna di debellare una volta per tutte la temibile Peste Suina Africana presente nelle popolazioni di suini. Per questo scopo viene creata un Unità di Progetto composta da: un responsabile scientifico, un responsabile del coordinamento dell’attività sulla PSA dei servizi veterinari, un responsabile delle attività del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale in materia di lotta alla PSA, un responsabile delle attività dell’Agenzia FORESTAS in materia di lotta alla PSA, un responsabile dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale (OEVR) dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, il Direttore generale della Sanità dell’Assessorato dell’igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, il Direttore del Servizio Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare della Direzione generale della Sanità dell’Assessorato dell’igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, il Direttore generale dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, il Direttore generale dell’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, il Direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, il Direttore generale dell’Agenzia LAORE Sardegna e un funzionario con competenze nelle materie dell’Unità di Progetto, con funzioni di segreteria e supporto giuridico; a capo della quale abbiamo il Dottor Alessandro De Martini.

DOPO DOC 1 Allegato 1A – nuova delimitazione zona infetta selvatico

Caccia: Un tris vincente

Il comune di Castelforte è sito al confine sud-orientale della provincia di Latina, alle estreme propaggini del massiccio dei Monti Aurunci, gli antichi Montes Vescini. Il centro storico si trova su di un’altura collinare, così come anche la frazione Suio. Da queste colline si domina la valle del fiume Garigliano. Il territorio comprende la valle che collega le due alture. Il nome Castelforte deriva dal latino Castrum forte.

L’articolo racconta una giornata di caccia al cinghiale assieme alle tre squadre loali: “Valle di Suio”, squadra “La Scrofa” e “I Briganti di Esperia”. Tutte e tre le squadre nascono negli anni 2000 e oggi i rispettivi capi squadra sono: Luigi Somma per “Valle di Suio”, Massimo Falzo per “La Scrofa” e Giovanni Tiseo per “I Briganti di Esperia”.
La giornata si svolge con tante canizze e un buon numero di abbattimenti, credo che le tre squadre possano essere soddisfatte del risultato, soprattutto l’alternarsi di voci francesi che hanno lasciato emozioni e sensazioni uniche, senza nulla togliere ai soggetti degli altri canai che hanno dato il massimo in questa battuta di caccia al cinghiale laziale.

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Cinofilia e caccia: Passione pura…

A pagina 46 dell’ultimo numero di Lepre Cani e Caccia attualmente in edicola, è pubblicato l’articolo “Passione pura. . .” un racconto di cinofilia e caccia che ci porta a Fiuggi in provincia di Frosinone nel Lazio. Questa terra così conosciuta per la sua “acqua” è anche la stessa che ospita sin dalla nascita un appassionato cinofilo cacciatore che ha dedicato e dedica ancora oggi la maggior parte della sua vita ai suoi segugi, parliamo di Roberto Amadio.
Roberto accompagnato in una tipica giornata di caccia alla lepre da due suoi compagni fedeli Bruno Basilico e Liberatore Costantini ci racconta come le scelte della sua vita siano state
condizionate positivamente dalla presenza dei segugi.

L’articolo prosegue sulla rivista a pagina 46 del numero 22 di Lepre Cani e Caccia

Gare: Trofeo Alto Appennino Reggiano e Memorial Mario Quadri

Nel primo week end di settembre nel territorio del comune di Ventasso, in provincia di Reggio Emilia si è svolta una grande manifestazione cinofila di segugi che raccoglie la quinta edizione del Trofeo Alto Appennino Reggiano e la terza edizione del Memorial Mario Quadri.
La Prosegugio, sezione di Reggio Emilia, ha voluto dedicare il gran premio Appenino al maestro Quadri, fondatore della società specializzata insieme al Cavalier Zacchetti e per tanti anni presidente della società stessa.
Nei due giorni di prova si sono presentate tutte le categorie: singoli, coppie e mute in un meraviglioso areale all’ombra
del Ventasso con sullo sfondo la Nuda il Caval Bianco ed il Massiccio del monte Cusna.

L’articolo prosegue a pagina 14 del numero 22 di Lepre Cani e Caccia

Caccia: L’apertura

Rapolano Terme è un comune italiano di 5.338 abitanti della provincia di Siena in Toscana. È una località termale che dispone di due stabilimenti: le Terme San Giovanni, immerse nella collina senese, e le Terme Antica Querciolaia, vicine al centro abitato.
Proprio appena fuori dal centro abitato in una zona tipica con vigneto gli amici Marco Ciacci, Moreno Ciacci, Adriano Pierini, Andrea Marini, Piero Marini (capo canaio) e Alfiero Gepponi scelgono di trascorrere la loro giornata di apertura alla stagione di caccia alla lepre 2020.
Siamo alla terza domenica di settembre e dopo tanti ma e tanti se la tanto attesa apertura giunge con tanto entusiasmo ma anche con tanto senso di paura.
L’istinto ci conduce l’uno verso l’altro ma il pensiero del contagio per Covid-19 ci fa tenere lontani, ognuno nel suo metro di distanza dagli altri, mascherine al ritrovo e una volta che il cielo scuro lascia spazio ai primi raggi di luce eccoci pronti a scendere i cani dalla macchina e cominciare la tanto attesa giornata di caccia. Purtroppo visto il periodo di lockdown da cui arriviamo i nostri segugi non sono tanto allenati e la temperatura ancora molto alta non gli permette di essere al meglio della loro forma sportiva. La zona scelta è il Monte Martino (Pievi) comune di Rapolano in provincia di Arezzo.

L’articolo prosegue a pagina 18 del numero 22 di Lepre Cani e Caccia attualmente in edicola.

Razze: Black and Tan Coonhound

Il cane nero focato per la caccia al procione è innanzitutto ed essenzialmente un segugio che segue la traccia del selvatico e che obbliga la sua preda a rifugiarsi su di un albero; è adatto a resistere ai rigori dell’inverno e alle calure estive ed è in grado di superare le maggiori difficoltà che può presentare il terreno sul quale deve lavorare. Impiegato soprattutto nel pedinamento del procione che egli obbliga a rifugiarsi su di un albero, segue la traccia del selvatico unicamente col fiuto. Le sue doti e il suo coraggio lo rendono adatto alla caccia al capriolo, all’orso, al leone di montagna e ad altra grossa selvaggina. I Club che tutelano la razza chiedono ai giudici di tenere gran conto di queste attitudini quando valutano le qualità di un cane. Il Coonhound impressiona per la sua potenza, agilità e vivacità. Colpisce immediatamente la sua abilità di coprire il terreno con passi potenti e ritmici. Poiché si tratta di un cane da lavoro, ogni soggetto dovrà avere un’ossatura moderatamente pesante e una muscolatura di buona tonicità. I maschi hanno ossatura e muscolatura più sviluppate che le femmine.

L’articolo prosegue a pagina 6 del numero 22 di Lepre Cani e Caccia